Stage nel sistema privato francese

Trovare uno stage come specializzando in Francia è più semplice, quando non si è alla ricerca di un posto di Faisant Fonction d’Interne (FFI), che prevede uno statuto particolare e un periodo di permanenza di almeno sei mesi. Uno stage non remunerato per vedere e vivere il funzionamento di un reparto universitario d’oltralpe è quindi spesso più agevole da ottenere e puo’ rivelarsi interessante come esperienza e utile per aprire contatti in vista di un periodo successivo per ricoprire ruoli con un po’ più di responsabilità. Il fatto di richiedere un periodo di stage e non di FFI dev’essere ben precisato nella lettera inviata al primario del reparto dove si desidera andare.

Per gli specializzandi in chirurgia non deve essere tralasciata però la possibilità di lavorare a fianco di chirurghi (francesi e italiani) in ambito privato francese. Gli accordi per un tale tipo di stage sono personali. Non vi è infatti l’istituzione “ospedale” o “università” francesi a monte dell’accordo. I periodi possono essere anche più brevi e lo specializzando italiano che svolge uno stage di questo tipo è certo di essere sempre aiuto operatorio.

Non bisogna dimenticare infatti che in diverse realtà italiane lo specializzando che “opera” in sala è spesso il terzo o quarto uomo. Un divaricatore in più a disposizione del primo operatore e dell’aiuto, soprattutto nei primi anni di specialità. Nel sistema privato francese, l’aiuto operatorio è un ruolo svolto molte volte della ferrista, anche per interventi importanti. Stagier motivati e in corso di formazione specialistica sono quindi apprezzati, in quanto rappresentano un aiuto migliore dell’infermiera e nel contempo permettono a quest’ultima di essere libera di dedicarsi al lavoro che veramente le compete.

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La “raccomandazione” in Francia…

La raccomandazione, elemento sociale italiano conosciuto da tutti, puo’ essere interpretata diversamente in contesti extraitaliani.

In un Paese con caratteristiche più meritocratiche dell’Italia, quale è la Francia, la “raccomandazione”, intesa come qualcuno che raccomanda una determinata persona a terzi, esiste, e in ambiente medico-universitario è ampiamente usata. Il posto di FFI, o quello di Chef de Clinique, è spesso dato grazie a un passaggio d’informazione diretto tra il primario del reparto dove il posto è disponibile e una terza persona, che spesso appoggia il candidato. In caso di candidature “spontanee”, cioé senza interventi ulteriori, il responsabile del dipartimento che riceve la candidatura, se interessato al curriculum, contatta uno o più dei precedenti datori di lavoro per recuperare maggiori informazioni. Non è considerato da evitare, e spesso è pure consigliato, allegare al curriculum e alla lettera di motivazione per il ruolo al quale si ambisce, una lettera di apprezzamento di uno o più dei precedenti primari per i quali si è lavorato. Ovviamente questi primari saranno poi prontamente contattati da colui a cui la domanda e il CV sono indirizzati.

Tutto ciò puo’ essere ascrivibile a un concetto di “raccomandazione”, che in Francia è accettata, incoraggiata e totalmente alla luce del sole. Da un lato c’è il vantaggio della trasparenza, dall’altro se il candidato proposto si dimostra non all’altezza del ruolo e dei compiti assegnatigli, il relativo primario non ne tesserà certo degli elogi e la sua carriera potrebbe risultarne adombrata o danneggiata o addirittura compromessa. In un sistema di questo tipo, i giovani medici si motivano ancor di più e spingono per dare sempre il massimo, essendo  certi che i loro sforzi saranno ripagati e che i risultati di carriera non tarderanno a venire.

Questo articolo è dedicato ovviamente più ai medici italiani ancora nella penisola che ai connazionali già stabiliti in Francia, che già ben conoscono e probabilmente apprezzano questo aspetto del sistema francese.