Parché la Francia? Perché la Francia no?

Un editoriale su quello che è la vita di tutti i giorni nella sanità francese sembra quasi d’obbligo, dopo questi primi mesi d’esistenza di meditinfrancia.wordpress.com.

L’esterofilia tipicamente italica è forse da rivedere, soprattutto alla luce di un sistema sanitario, quello francese, che brilla per diversi punti positivi, ma anche per alcuni che lo sono meno.

Chi scrive è qualcuno che ha ben apprezzato i vantaggi di una prassi basata sulla meritocrazia, che favorisce l’apprendimento, sostenendo l’inserimento lavorativo dei giovani specialisti. E’ questa la motivazione principale che spinge molti giovani medici a lasciare l’Italia per trovare un tale tipo di realtà laddove essa sia presente. La Francia ne è un buon esempio. Soprattutto in specialità manuali come la chirurgia. Interventi di by-pass gastrico, colectomie laparoscopiche, epatectomie, pancreasectomie, realizzati da chirurghi under 35, in tutta autonomia, coadiuvati unicamente da uno specializzando, sono degli esempi che rispecchiano una cultura dell’esperienza pratica che è alla base della crescita di un chirurgo. Tutto ciò accompagnato probabilmente da una popolazione di pazienti che non si aspetta di vedere uno specialista con i capelli bianchi per considerarlo degno di fiducia per interventi anche importanti, associato a un corpo docente universitario che si dedica alla progressione teorica ma soprattutto pratica degli specializzandi. Si deve inoltre considerare l’attitudine e l’abitudine di fare continue riunioni uni- e multi-disciplinari che permettono di prendere delle decisioni collegiali che consentono un continuo apprendimento per chi vi partecipa, associato a delle scelte terapeutiche comuni, rafforzando quindi il processo decisionale.

Lavorando e vivendo in Francia ci si accorge però di quanto diverse, e spesso in peggio,  siano in realtà molte situazioni sanitarie locali. La sécurité sociale copre una certa percentuale delle spese sanitarie, compresi ricoveri ospedalieri per motivi vari, ma  solo una percentuale, appunto. Per questa ragione i francesi hanno spesso un’assicurazione privata che permette di far fronte alla differenza. I pediatri e i medici di famiglia sono molte volte in regime libero professionale. I medici di base si possono occupare dei casi pediatrici come di quelli degli adulti, per garantire l’assistenza alla popolazione che non può permettersi di pagare un pediatra. E questo talvolta a scapito dell’accuratezza diagnostica e terapeutica sulla popolazione pediatrica. Strette regole d’igiene sono a volte aleatorie. Non è infrequente vedere in reparto o anche in sala operatoria, personale che calza ciabatte da piscina piuttosto che zoccoli. In caso di traumatismo osteo-articolare la gestione in Pronto Soccorso è lasciata a dei non-specialisti in ortopedia, fatto salvo per gli eventi più gravi. Questo significa che un paziente con una frattura non esposta e non comminutiva, in un ospedale universitario, è visto da uno specializzando in specialità chirurgica, ma spesso non ortopedica, o addirittura da uno studente di medicina al quinto o sesto anno. E sono queste persone che realizzano il primo gesso dell’infortunato. La maggior parte delle radiografie inoltre (torace, addome senza contrasto, ecc.) non sono refertate.

Il vantaggio innegabile della formazione chirurgica dei giovani presenta alle volte, nella realtà francese, un problema di gestione della responsabilità che, soprattutto in urgenza, lascia da solo il giovane specialista, su cui pesa tutto il carico dell’indicazione e del gesto operatorio. Gesto operatorio che per un chirurgo che opera di notte o nel fine settimana, si traduce in un atto effettuato senza strumentista, che non è disponibile in tali occasioni per problemi di carenza di personale, e solo con uno specializzando come aiuto operatorio. Un tale contesto crea dei giovani chirurghi che, gioco-forza, si formano rapidamente, ma permette bene d’immaginare i rischi legati a questo lacunare sistema.

Ognuno ha ovviamente, nella propria esperienza formativa e professionale, degli argomenti per confermare o meno queste poche righe, che restano delle opinioni soggettive ma basate sul contatto diretto con le situazioni descritte. L’intento di questo scritto è dare uno spunto di riflessione sul fatto che, come sappiamo tutti del resto, vi è del buono e del meno buono in ogni cosa.

Nel contesto europeo dove viviamo e lavoriamo, l’ideale sarebbe forse l’utopica illusione d’amalgamare le esperienze, forgiando una realtà dove sia presente il meglio di ciascun sistema.

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Ricorso scuole di Specialità 91/92 – 2005/2006: risultati incoraggianti

Il Tribunale di Roma, Sez. II, ha stabilito, in una recente sentenza, il pagamento della somma di poco più di 11000 euro per anno di specializzazione a 500 medici, specializzandi tra l’anno accademico 1991/1992 e il 2005/2006. Oltre a tale ammontare, che quindi entrerebbe direttamente nelle tasche dei colleghi in questione, lo Stato è stato condannato a versare anche i relativi contributi previdenziali.

Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così provvede: Condanna la Repubblica Italiana, in persona del legale rappresentante p.t., al pagamento in favore degli attori della somma di 11.103,82 € per ogni anno del corso di specializzazione, oltre interessi dalla domanda”

La decisione della Corte fa riferimento a una precedente sentenza della Cassazione. Il CODACONS, che è l’associazione alla quale i medici si sono affidati per condurre la procedura, assicura che, se entro 120 giorni la sentenza non sarà eseguita, attuerà le iniziative legali per richiedere il pignoramento dei beni della Presidenza del Consiglio.

Sempre la Cassazione ha inoltre concluso che la Finanziaria 2012, che stabilisce di ridurre da 10 a 5 anni il termine di prescrizione in materia di risarcimento ai medici specializzandi, sarà applicata solo a partire dal 2012. In tal modo, i diritti dei medici in scuola di Specializzazione tra 1991/1992 e 2005/2006 conservano i diritti di eventuali rimborsi dovuti, dopo sentenza favorevole di un’eventuale azione legale.

In un articolo pubblicato il 14 dicembre 2011, meditinfrancia.wordpress.com ha già proposto ai medici interessati che non l’avessero fatto, di aggiungersi all’iniziativa proposta dal Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) per il ricorso per il rimborso. La sentenza del Tribunale di Roma riguarda un gruppo di colleghi seguiti dal CODACONS. E’ un risultato importante. Lo studio legale che segue il procedimento per il SIGM, contattato da meditinfrancia, conferma che tale decisione rappresenta un’ulteriore importante svolta affinchè gli ex-specializzandi interessati ottengano ciò che spetta loro.

Il CODACONS d’altra parte esorta chi fosse ancora interessato ad andare sul suo sito http://www.codacons.it, dato che c’è ancora la possibilità, per chi non lo avesse ancora fatto, di far parte di questa lunga lista di medici che hanno intentato l’azione legale in oggetto.